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IL CINEMA ITALIANO
dal 1895 al 1919


Gli ultimi anni del 1800 ed i primi del 1900 furono per il mondo per l’Europa e naturalmente anche per l’Italia tempi densi di novità scientifiche, sociali e politiche.
Nasce il Cinematografo ! Muyebridge, Marey, Edison, Lumière sono i precursori mentre in Italia alberini Filoteo Alberini, da Orvieto ne è un abile ed intraprendente seguace.
E’ il 21 dicembre 1895,(sono trascorsi soltanto 20 giorni da quando Lumière ha depositato il suo brevetto!), quando Filoteo Alberini brevetta il suo “Cinetografo Alberini”; Italo Pacchioni, Vittorio Calcina, Leopoldo Fregoli lo seguiranno realizzando dei film documentaristici o a soggetto.
L’Italia Giolittiana dell’epoca è costituita da una borghesia che si sta lanciando e rafforzando con l’industria, l’agricoltura ed i commerci, è pertanto detentrice del potere economico e finanziario.
Anche il Cinema italiano si sviluppa come fenomeno industriale – borghese-nazionalistico e culturalmente sarà influenzato dalla presenza clericale.
Il Cinema in Italia nasce direttamente per lo spettacolo e per la produzione , le persone che se ne occupano sono pratiche ed intuiscono immediatamente i risvolti commerciali.
E’ necessario ora trovare il filone artistico più congeniale per poter attrarre un pubblico numeroso.
Il documentario di attualità o quello descrittivo è il primo spettacolo che si propone al pubblico; subito dopo i personaggi comici fanno la loro prima apparizione.
Le classi sociali più povere trovano in questi spettacoli un po’ di evasione , ma non basta.
Occorre trovare un soggetto, non tratto dalla vita quotidiana, ma dal tempo passato per dimostrare quanto gloriosa sia stata la nostra storia.
Il ricorso ad opere letterarie, storiche, religiose , con l’ausilio del sommo poeta D’Annuzio renderà particolarmente florido lo sviluppo dell’industria del Cinematografo. E’ il 1902 quando Filoteo Alberini impianta a Roma il primo stabilimento cinematografico. Dopo qualche anno inizia qui la lavorazione del primo film italiano a soggetto:

alberini   “La presa di Roma”
nel quale viene ricostruita la liberazione di Roma dal dominio dello stato pontificio.
Carlo Rosaspina è il nome dell’attore principale. Il film sarà presentato al pubblico il 20 settembre 1905.

E’ nel 1906 che la Ditta “Alberini e Santoni” si trasforma in “Cines Società per azioni”.
Anche a Torino nel 1905, per merito di Arturo Ambrosio, nasce l’ ”Ambrosio film” con un teatro di posa dove vengono realizzati alcuni reportages e documentari girati da Roberto Omegna che assumerà la direzione tecnico artistica. Ma anche qui si sente la necessità di affrontare dei film a soggetto.
Nel 1907 sorgono la “Rossi &C.”, trasformata l’anno successivo in “Itala Film” sotto la direzione di pastroneGiovanni Pastrone.
Nello stesso anno viene costituita a Roma l’ “Aquila Film ”.
Negli anni immediatamente seguenti sorgono a Milano: la “Comerio”che prenderà il nome di “Milano Film”; a Roma la “Ottolenghi” che prenderà il nome di “Latium Film”; a Torino la “Pasquali Film”. Ma è in tutta l’Italia, dal Nord al Sud che sorgeranno altre case cinematografiche.
E’ un trionfo per la cinematografia italiana che resterà il polo di riferimento internazionale per le sue produzioni “storico-spettacolari”, fino al termine della prima guerra mondiale.

FILMOGRAFIA

1908

“Gli ultimi giorni di Pompei” prodotto dall’ ”Ambrosio film” con la fotografia di Roberto Omegna ,la regia di Luigi Maggi e come attori Lidia de Roberti e Mirra Principi.
“I promessi sposi” prodotto dalla “ Comerio film” di Giuseppe de Liguoro.
“Marco Visconti” prodotto dalla “Cines” di Mario Caserini.

1909

La “Cines” con Mario Caserini:
“Beatrice Cenci”.
“Giovanna d’Arco”.
“Innominato”.
“Macbeth” .

L’ “Ambrosio” a Torino con Luigi Maggi:
“Luigi XI Re di Francia”.
“Nerone”.
“L’ostaggio”.

1910

“La caduta di Troia” con la regia di Giovanni Pastrone (“Itala Film”), che rievoca le vicende dall’Iliade di Omero.
“Il granatiere Roland” con la regia di Luigi Maggi (“Ambrosio film”) che rappresenta la ritirata di Napoleone dalla Beresina.
“Comiche di Tontolini” con la regia di Giulio Antamoro (“Cines”) dove rappresenta alcune comiche di Tontolini con l'attore francese Polidor.


1911

“Nozze d’oro” con la regia di Luigi Maggi (“Ambrosio film”),che rievoca la battaglia di Palestro del 1859.
“Il denaro di Giuda” con la regia di Luigi Maggi (“Ambrosio film”).
“Gerusalemme liberata” con la regia di Enrico Guazzoni (“Cines film”).
“Santarellina" e “Il romanzo di un giovane povero” con la regia di Mario Caserini (“Ambrosio film”).

“L’Inferno” striscia l'inferno di bertolini con la direzione artistica di Francesco Bertolini e Adolfo Padovani, viene presentato al Cinema Mercadante di Napoli alla presenza di Benedetto Croce, Matilde Serao e Roberto Bracco.
Dante e Virgilio sono interpretati da due rocciatori alpini e viene girato sulle Dolomiti nella Grigna, usando trucchi originali, scenografie, luci e costumi che ricordano le illustrazioni del Dorè.
E’ un grande successo italiano in Europa ed America!


1912

“Quo vadis” con la regia di Enrico Guazzoni (“Cines film”). Una pellicola di circa 2250 metri che con scenografie gigantesche e sfarzose diventa un colossal unico al mondo.
“Satana” con la regia di Luigi Maggi (“Ambrosio film”) è la rappresentazione nel Paradiso Terrestre, nel Medioevo e nell’epoca contemporanea della malevola influenza del Diavolo.

1913

“Gli ultimi giorni di Pompei” con la regia di Mario Caserini (“Ambrosio film”) . E’una nuova sfarzosa riedizione del 1908.

“Gli ultimi giorni di Pompei” con la regia di Enrico Vidali (“Pasquali film”) , Ci si può permettere il lusso di avere dei doppioni!

oxilia “Addio giovinezza” con la regia di Nino Oxilia che rappresenta una sua commedia.
“In hoc signo vinces” con la regia di Nino Oxilia.
“Giovanna d’Arco” con la regia di Nino Oxilia.
“Il cadavere vivente” con la regia di Nino Oxilia.



“Marc’Aurelio e Cleopatra” con la regia di Enrico Guazzoni.
“Ma l’amor mio non muore” con la regia di Mario Caserini.

1914

“Caius Julius Caesar” con la regia di Enrico Guazzoni .

cabiria“Cabiria” con la regia di (Piero Fosco) alias Giovanni Pastrone (“Itala Film”). Può essere considerato il più grande film italiano del periodo del muto.
Nella fasa iniziale del film il titolo proposto è ”Trionfo d’amore”, ma ci si rende conto che per poter ottenere un riscontro commerciale di alto livello occorre affidarsi alla notorietà di Gabriele d’Annunzio.
La “Visione storica eraclitea” che d’Annuzio applica al film inizia con la scelta dei nomi altisonanti da dare ai protagonisti:
Cabiria, letteralmente ha il significato di “nata dal fuoco” ed infatti col fuoco del vulcano crolla il mito degli idoli mostruosi , la ricerca dell’avventura senza eroismo, crolla con esso una grande civiltà.
Fulvio Auxilla, (Plinio) l’eroe romano dell’azione.
Maciste, (è il soprannome di Ercole) il liberto di Fulvio Auxilla.
Kartalo, il sacerdote, Croessa la nutrice , Sofonisba la ricca signora, Badastorèt l’oste.
La stessa base musicale che accompagna il film e composta da Ildebrando Pizzetti “ La sinfonia del fuoco” fa da fil rouge a tutta la storia.
Per la realizzazione del film , Pastrone si è avvalso dell’aiuto del grande operatore spagnolo Segundo Chomon che con l’introduzione di nuove tecniche : l’uso della luce per accentuare le fattezze dei volti, illuminazione dal basso;
l’uso del carrello che segue il personaggio e non viceversa; l’uso dei modellini inseriti nelle scene di grandezza normale, indistinguibili dal complesso;
le scenografie dipinte sono abbandonate totalmente; si fa ricorso alla ripresa panoramica come soluzione per passare da un soggetto in movimento ad un altro; applica la tecnica dell’alternanza di due scene che si sviluppano contemporaneamente.

La trama:

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Gli avvenimenti iniziano in Sicilia intorno al 202 a.C con l’eruzione dell’Etna e le suppliche degli schiavi di Batto al dio Plutone che non vedranno esaudite le loro preghiere.
Catania è distrutta e gli schiavi di Batto, dopo aver fatto razzia dei tesori del padrone, fuggono rapendo Cabiria figlioletta di Batto e la sua nutrice Croessa .
Alcuni pirati Fenici li catturano e li portano a Cartagine, dove Cabiria viene venduta a Kartalo potente sacerdote del terribile dio Moloch per poter essere a lui sacrificata.
Nel frattempo Croessa fugge e si fa aiutare dal patrizio romano Fulvio Axilla e dal suo servo Maciste per salvare Cabiria. Riescono a prenderla prima che venga gettata nel fuoco di Moloch e la nascondono con loro, mentre Croessa muore.
Nel frattempo Fulvio Axilla deve tornare a Roma in quanto Annibale ha attraversato le Alpi e minaccia l’Impero . Maciste , denunciato dall’oste Badastorèt che li nascondeva, viene catturato e condannato a girare la ruota di un mulino; Cabiria è fatta schiava di Sofonisba che le cambia il nome in Elissa.
Trascorrono gli anni e i Romani con il proconsole Marcello assediano Siracusa , alleata dei Cartaginesi, ma la loro flotta viene distrutta dagli specchi ustori di Archimede. Passa ancora altro tempo e Scipione assedia Cartagine.
Elissa (Cabiria) ormai cresciuta e divenuta dama di compagnia di Sofonisba, sotto l’effetto di un maleficio viene da quest’ultima, riconsegnata a Kartalo per essere sacrificata al fuoco di Moloch.
Anche questa volta Maciste, ormai liberatosi, e Fulvio Axilla salvano nuovamente Cabiria.
Annibale è sconfitto a Zama da Scipione e i due eroi possono ricondurre la ragazza in Sicilia dal padre Batto.

martoglio“Sperduti nel buio” con la regia di Nino Martoglio (Morgana film di Catania) è il primo esempio della tendenza veristica del cinema. Con questo film, tratto dal dramma di Roberto Bracco, ed ambientato nei quartieri popolari di Napoli, inizia ad emergere il verismo del Verga col quale viene contrapposta la miseria più atroce alla ricchezza più smodata, aprendo la strada al neo-realismo italiano che inizierà durante il fascismo e avrà il suo massimo vigore nel secondo dopoguerra.


“L’ereditiera” di Baldassare Negroni con Hesperia (Olga Mambelli).
“Christus ” di Giulio Antamoro con Alberto Pasquali, Leda Gys, Amleto Novelli, Augusto Mastripietri, Amalia Cataneo, Maria Caserini, Aurelio Cattaneo, Lina De Chiesa, Ignazio Lupi, Augusto Poggioli, Ermanno Roveri, Renato Visca .

1915

NINO MARTOGLIO

“Teresa Raquin” con la regia di Nino Martoglio (Morgana film di Catania) prosegue la vena realistica dell’autore.




ASSUNTA SPINA

“Assunta Spina” con la regia di Gustavo Serena (Caesar film di Roma) mostra in modo melodrammatico delle vicende ambientate nella solare Napoli.


“Il fuoco” con la regia di (Piero Fosco) alias Giovanni Pastrone (“Itala Film”). E’ l’ultima parola di Pastone sul cinema spettacolare. Si svolge in un antico castello e rappresenta la storia di una dama fatale che fa perdutamente innamorare di sè un giovane pittore, per poi lasciarlo e farlo impazzire.
Essendo molto accentuato il ruolo dell’attrice principale Pina Menichelli, il film dà inizio al fenomeno del “divismo” che sarà una delle cause del declino del cinema italiano di questo periodo.
”Tigre reale” con la regia di Giovanni Pastrone (“Itala Film”). E’ il tentativo del regista per diversificare il genere di film seguito finora e tentare la via del verismo.
“Hedda Gabler” con la regia di Giovanni Pastrone (“Itala Film”).

borelli

“La donna nuda” con la regia di Carmine Gallone, Lyda Borelli.
“Rapsodia satanica” con la regia di Nino Oxilia, Lyda Borelli.



“L’emigrante” di Febo Mari con gli attori Ermete Zacconi .
“La sposa della morte” con la regia di Emilio Ghione, Lina Cavalieri e Luciano Muratore.

1916

Duse

“Cenere” con la regia di Febo Mari, Eleonora Duse .




“Perfido incanto” con la regia di Anton Giulio Bragaglia è considerato il primo film dei Futuristi in quanto parteciparono all’allestimento dell’opera anche Enrico Prampolini e Tommaso Marinetti.
“Il Re, le Torri e gli Alfieri” diretto e sceneggiato da Lucio D’Ambra.


1917

“La signorina Ciclone” con la regia di Augusto Genina in cui si racconta la storia di sette giovani americani, ognuno dei quali rappresenta un vizio capitale,
che sono attratti dalle ricchezze dell’ereditiera Fuffly. Quest’ultima però sposerà uno squattrinato scrittore europeo che però ha il merito di avere in sé tutti e sette i vizi capitali!
“Malombra” di Carmine Gallone.


1918

“Addio giovinezza” con la regia di Augusto Genina.
“La Gerusalemme liberata” con la regia di Guazzoni.


1919

“ I Borgia” di Augusto Genina.
“ Attila ” di Febo Mari.
“Teodora” di Leopoldo Carlucci.



Ha scritto Carlo Lizzani:

“La cinematografia italiana era stata la prima a creare queste figure semi-mitiche ed ora il mito divorava la realtà e inghiottiva l’intelligenza”.











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